CASA l'eterno conflitto tra chi sono e chi vorrei essere






Com’era la casa nella quale siete cresciut*?

La mia era fredda, ma proprio freddissima.


...E adesso vi racconto un po’ di lei...




Era, è, una casa grande: al piano di sopra abitavo io con la mia famiglia e di sotto i miei nonni paterni.

Costruita negli anni '70, con davvero poca attenzione al risparmio energetico e alle tematiche ambientali.

Alcuni spazi della casa erano adibiti al lavoro dei miei genitori, contadini, old school, c’era il “capannone” che era proprio un capannone.


Era uno spazio aperto su due lati dove c’erano due grandi vasche di cemento che i miei genitori usavano per lavare gli ortaggi, c'erano le cucce dei cani, o meglio i materassi che fungevano da immenso letto per i cani (animali sempre presenti), c'erano cataste di cassette, attrezzi vari, secchi, insomma, c’era la qualunque in quel “capannone”.

Lo ricordo molto bene perché tutto è ben impresso nella mia mente.

Ma torniamo al freddo: la casa era riscaldata con una caldaia a gasolio (adesso credo che siano anche fuori legge) e l’impianto, se così lo vogliamo chiamare, di riscaldamento non faceva in tempo a rendere i termosifoni vagamente tiepidi che già era ora di spegnerlo, quindi la casa, o meglio le camere da letto, avevano una media di 16°.


Per me l’inverno era una vera sofferenza !

Andavo a letto vestita con strati e strati di indumenti e sul letto coperte su coperte….sai la comodità; me ne stavo immobile perché ogni parte inesplorata del letto era talmente fredda che se mi spostavo dovevo ricominciare da capo per creare un po’ di tepore.


Avete presente quando vi mettere sotto le coperte e dopo un po’ spostate il piede scalzo???


Ecco questa piccola e insignificante azione per me era tipo una missione di sopravvivenza.

La mattina mettere il naso fuori dalle coperte era una vera tragedia, correvo velocemente in bagno, dove era accesa una stufa elettrica e da li in cucina, dove era accesa una stufa a gas, anche quella super fuori legge e super pericolosa.


Il pomeriggio i compiti li facevo in cucina e la sera rimanevo lì con mia mamma a guardare la tv, poi c’era il PASSAGGIO alla camera da letto che era sempre un trauma universale, ci saranno stati 10° di escursione termica, che manco nel deserto messicano!!!!


Insomma tra i 16° invernali e i 34° estivi, sono cresciuta più o meno come tutti e anche i miei genitori a un certo punto hanno messo mano a quella che era diventata una bomba ecologica ad orologeria, sistemando l’impianto e arrivando ad avere delle temperature minime di sopravvivenza.


Quando nei miei gioielli inserisco l’elemento “casa” NON penso alla mia vecchia casa.



No, immagino invece uno spazio caldo, un camino acceso, una bottiglia di vino e un divano con due gatti sopra a ronfare e due cani sul tappeto a scodinzolare, un libro con il segno e l' odore di pane.



La collezione HOME, semplice e dolce è un po’ tutto questo: una casa dove c’è amore, ma soprattutto una casa dove il riscaldamento è acceso.





Credo che la casa sia davvero lo specchio di come siamo.

In quella dove vivo ora, caotica e piena di cose, è evidente il mio eterno conflitto, tra la volontà di avere una casa minimale e la mia inclinazione ad essere accumulatore seriale di qualsiasi cosa.


Come invidio quelle case pulite dove sopra ad un mobile c’è solo una micro scultura contemporanea, talmente contemporanea che potresti pure chiederti “ma che è sta roba???”

Comunque ho talmente tanta roba dentro che spesso vederne anche così tanta fuori mi rende ancora più caotica e nevrotica!!! E mi odio da sola!!!!
Insomma non sono mai a posto!!!

E la vostra casa? Vi rispecchia? O avete anche voi un forte conflitto con lo spazio abitativo?







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